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Lo Sport Club Marsala 1912 è la principale squadra di calcio di Marsala. Gioca le sue gare interne allo Stadio Antonino Lombardo Angotta. Storico club calcistico siciliano, ha vissuto il suo periodo di maggiore popolarità tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta, quando ha disputato 29 campionati di Serie C. Tornato tra i professionisti nel 1995, ha riconquistato la C-1 nel 1998. Fallito nel 2000, è stato sostituito dalla Associazione Sportiva Marsala 2000, fallito però nuovamente al termine del campionato di Serie D 2004-05. Il 6 settembre 2006 il presidente Salvatore Giacalone ha riacquistato lo storico marchio dello Sport Club Marsala 1912 e, ripartendo dalla seconda categoria, lo ha riportato in Serie D, da dove è retrocesso nel 2012. Attualmente milita nel girone A dell'Eccellenza Sicilia. Tra le fila del Marsala hanno militato tantissimi personaggi di grande fama, nazionale ed internazionale, tra cui Marco Materazzi, Patrice Evra, Luigi Bonizzoni, Pasquale Marino, Florian Radu, Gaspare Umile; attualmente milita nel girone A dell'Eccellenza Sicilia.

 

Marsala-Trapani 5 Marzo 1922: gli azzurri che batterono per 5-3 i rivali storici del Trapani nel derby. Da sinistra in piedi: Volpe, La Vela, Spanò, Scavone, Martinez, Parisi, Guerrieri, Cappitelli, il toscano Parati, e Figlioli. A terra, il portiere Salvatore Puglionisi. Alle spalle dei giocatori marsalesi il direttore tecnico Boilat.

 

Dalle origini fino agli anni sessanta

 

Le origini del calcio a Marsala sono inscindibili dalla storia del famoso e omonimo Vino Marsala, anche se, a distanza di un secolo, rimane arduo datarle con certezza assoluta. Nella diffusione del gioco del calcio assunse comunque un ruolo decisivo il trasferimento a Marsala di numerosi nuclei di imprenditori, industriali, tecnici e commercianti inglesi, nella scia di colui che per primo aveva intuito le enormi possibilità di diffusione del prodotto della vinificazione di alcune uve coltivate nell'agro lilibetano. Correva l'anno 1870 quando un commerciante inglese di nome John Woodhouse, proveniente da Liverpool, trovatosi a Marsala e venuto a conoscenza dell'alta alcolicità dei vini prodotti dalle uve "'nzolia e "catarratto", e vedendo che per il gusto s'avvicinavano molto ai famosi vini della Spagna e del Portogallo, provvide alla loro lavorazione e diede pertanto vita all'industria del vino cui diede il nome della nostra città: Marsala. Gli inglesi che in quegli anni tentavano l'avventura nelle calde terre del Sud, nel Mediterraneo, per lo più giovanottoni biondi e lentigginosi ancora freschi di "college" e smaniosi di avventure, si portavano inevitabilmente appresso qualche esemplare di quei palloni di cuoio che cominciavano a furoreggiare nella loro terra.

 

Pubblico Azzurro d’altri tempi. Questa foto fu scelta dall’autore Umberto Li Gioi come copertina del suo libro “C’era una volta il Marsala”, che racconta 25 anni (1974-1999) di calcio marsalese, che lo ritrae festante dopo un derby vittorioso.

 

Al punto che da sport tipicamente scolastico ed ancora privo di omogenea codificazione, il calcio cominciava a diventare autenticamente popolare e a diffondersi presso tutti gli strati sociali. Che anche a Marsala, tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, si dessero già dei calci al pallone nei cortili dei "bagli" o sugli spiazzi prospicienti il porto, a ridosso delle alghe lambite dal mare, è cosa certa. Anche se mancano documenti, andati completamente perduti se mai ce ne furono, appare comunque più che attendibile la data del 1912 cui si fa ascendere la fondazione della prima società calcistica marsalese, quasi certamente "Marsala Football Club"", secondo la moda inglese. Come inglese ne era anche il presidente, Sir Enrico Clark, amministratore dello stabilimento vinicolo Ingham, una delle più floride fra le industrie per la produzione del Vino Marsala che gli inglesi avevano impiantato a Lilibeo.

 

Nei primi anni, quelli che vanno dalla fondazione del club all'interruzione causata dalla guerra, di campionati regolari non si parlava ancora. Si organizzavano però degli incontri, sotto forma di vere e proprie sfide, con le città vicine o con le rappresentative delle navi inglesi di passaggio nel porto.

 

L'accesa, inestinguibile rivalità che da sempre divide marsalesi e trapanesi, trovò così un mezzo in cui estrinsecarsi liberando il più acceso e cavalleresco (ma non sempre) agonismo. Il primo dell'interminabile serie di derby tra Marsala e Trapani pare si sia giocato nel 1913 sul Piazzale dei Mille, pressappoco dove adesso sorge la palazzina della Dogana, ed ebbe una gara di ritorno qualche settimana dopo a Trapani. L'esito fu favorevole ai marsalesi. Neanche al ritorno i rappresentanti del capoluogo riuscirono a piegare i cugini, che prevalsero ancora stabilendo una supremazia che durerà diversi anni. Solo molto tempo dopo infatti il Drepanum riuscirà ad aggiudicarsi il suo primo match.

 

Il vino Marsala, simbolo dei rapporti commerciali anglosassoni della nostra città, e padre effettivo dello Sport Club Marsala 1912. I tifosi azzurri da 40 anni lamentano l'assenza dell'imprenditoria vinicola dalla proprietà dello Sport Club Marsala 1912.

 

In questi primi 24 mesi di attività, lo Sport Club Marsala ebbe come presidente Enrico Clark, mentre allenatore e direttore tecnico fu un altro inglese, Raffaele White. La squadra contava nelle sue file ancora tre cittadini d'oltre manica, il portiere Felice Andersson, il centro-mediano Gerardo Thompson ed il mediano Fitzgerald. Oltre al campo del Piazzale dei Mille, i primi anni di vita si svolsero in un terreno da gioco che sorgeva appena fuori dal quartiere Porta Nuova. A pochi metri da dove, qualche decennio dopo, sarebbe sorto il mitico Stadio della Vittoria, con capienza di circa 4.000 spettatori, che chiuse i battenti negli anni cinquanta, dopo centinaia di sfide con i migliori squadroni del sud Italia. Il Marsala arriva per la prima volta nel terzo livello calcistico italiano nel 1942-43, anno in cui arriva 6º nel girone N di Serie C.

 


 

Alcune stampe degli anni ’50 che ritraggono alcuni tra i più grandi calciatori del Marsala di sempre. I probabili 11 di un derby col Trapani e alcune figurine dell’epoca. Si leggono i nomi di Crivellente, Pavinato, Mion, Perli, Noè, La Volpicella, Strada, il capitano Sergio De Corte, Panzani e il portiere Grandi.

 

Sono sicuramente questi, i giocatori a cui si riferisce lo storico giornalista sportivo italiano Vladimiro Caminiti nella sua famosa descrizione sull’importanza di questi calciatori - per molti anni in Serie A – nell’evoluzione del calcio italiano.

 

« Si è vero, che se ho appreso a guardare una partita di calcio, non lo debbo al Palermo ma al Marsala. A capire il calcio tecnicamente e tatticamente lo debbo al Marsala di Lerici, Orzan, De Corte, Vergazzola ed ai loro compagni di squadra, forti calciatori per molti anni in Serie A. Ecco perché il Marsala fu altamente significativo dell'evoluzione del calcio in Sicilia e non solo in Sicilia. » Vladimiro Caminiti

 

Nel 1964 la squadra venne rilevata dal "Presidentissimo" Antonino Lombardo Angotta, facoltoso uomo politico e sociale marsalese. Lombardo Angotta presiedette il timone della società per dieci anni, facendo costruire (inaugurato nel 1956 in occasione di Marsala-Reggina) lo Stadio Lombardo Angotta che oggi porta il suo nome e il cavalcavia per raggiungerlo. Nei dieci anni di presidenza di Lombardo Angotta, il Marsala sfiorò la promozione in Serie B nel 1959-60, arrivando secondo dietro al Foggia.

 

Il Marsala allenato da Enzo Bellini che sfiorò la promozione in Serie B nel 1960.

 

Nella stessa decade, la squadra siciliana disputò sempre ottimi campionati, concludendo i campionati con piazzamenti di tutto rispetto, confrontandosi continuamente con piazze come Bari, Pescara, Taranto, Lecce, Reggina, Salernitana, Avellino. Piazzandosi sempre nelle zone nobili delle classifiche. Nella metà degli anni sessanta la squadra passò al Presidente Aurelio D'Asta, che la riportò in Serie C dopo la retrocessione del 1965.

 

Anni settanta

Il Marsala promosso in Serie C nel 1973, presenti le quattro bandiere del calcio marsalese: Nino Palermo, Mario Possamai, Gigi Carducci e Gigi Peronace.

 

Finite le ere Lombardo Angotta, D'Asta e Scimemi, culminate alla fine degli anni sessanta con la straordinaria promozione in serie C dopo la vittoria nello spareggio della Favorita disputato contro l’Acquapozzillo Acireale, sconfitto per 1-0 dal goal di Paolinelli davanti a diecimila tifosi e la successiva retrocessione al termine di un’annata sfortunata, gli anni settanta si aprirono con l’agognato ritorno nella terza serie nazionale. Il Marsala, sotto la presidenza di Silvano Lombardo e con Carlo Matteucci in panchina, alla fine del campionato 1972/73 venne promosso dopo una testa a testa con la Leonzio, risolta, a  tre giornate dal termine con la vittoria nello scontro diretto al Municipale. Era il Marsala di Carducci, Trapani, Peronace, Palermo e Possamai. Per i cinque anni successivi, anche grazie all’avvento alla presidenza di industriali come l’appassionato Ernesto Figuccia, che diede un’impronta manageriale alla società trasformandola in Spa, la squadra azzurra ben figurò nella terza serie nazionale, prendendosi belle soddisfazioni nonostante alcune risicate salvezze. A Marsala caddero il Bari, la Reggina ed il Lecce, e rischiò grosso un paio di volte anche il Catania. 

 

Su un affollato sfondo, Trapani-Marsala 0-0, 1974-75. In primo piano, la difesa azzurra: il portiere Nastasi, Nino Palermo, Sergio Nocera e Giovanni Oddo.

 

Brillarono, in quei cinque anni, le stelle di Sergio Nocera, Lino Sala, Carmelo Cassarino, Roberto Sorrentino, Enrico Lattuada, Paolo Lacchetti, Giovanni Oddo, Silvio Iozzia, Felice Vermiglio, Renzo Corni, Siro D’Alessandro, oltre a quella “indigena” di Gaspare Umile, il più grande di tutti. Umile, già goleador in serie A con le maglie di Napoli e Varese, avrebbe disputato diversi campionati in maglia azzurra, realizzando numerose reti. L’ultima delle quali in prima categoria nel 1987. Nel 1978, in seguito alla divisione della serie C unica in C1 e C2, il Marsala, classificatosi solo al 16º posto, venne ammesso in serie C2. Nel 1977-78, la squadra giovanile del Marsala conquistò il Torneo Dante Berretti di Serie C, battendo in finale la SPAL per 3-0, con una doppietta di Di Fresco e un gol di Scardino, dopo aver pareggiato 1-1 a Ferrara grazie a una rete di Guido Domingo.

 

Il Marsala 1977-78 ritratto nelle figurine Panini, Campionato di Serie C. Retrocesso quell’anno in C-2 per via della riforma del campionato, aspetterà vent’anni prima di tornare nel terzo livello del calcio italiano.

 

Tra gli anni ’70 e gli anni ’80, oltre a quello storico con il Trapani, si giocò per diverse volte un derby con l’Alcamo, promosso in serie C dalle categorie inferiori. Gigi Carducci, autore del gol vittoria, diede un dispiacere a Matteucci, tecnico dell’Alcamo ed ex di lusso della partita.


 

Anni ottanta

Nel 1980-81 il Marsala, tornato alla gestione Lombardo dopo un paio di campionati anonimi, presentò ai nastri di partenza una squadra sicuramente fortissima. Che, in testa alla classifica dopo il girone d’andata, dilapidò il patrimonio acquisito nel girone di ritorno. In cui venne sconfitto per ben sei volte consecutive in trasferta. Alla fine quella squadra, allenata da Mimmo Rizzo, si fermò soltanto al quarto posto. Deludendo moltissimi tifosi, convinti della forza reale della squadra. Epiche resteranno comunque le vittorie interne contro Barletta, Campania e Virtus Casarano. Vere e proprie battaglie d’altri tempi. Quello era il Marsala di Ciccio Marescalco, cecchino implacabile e capocannoniere del torneo con ben 18 reti, di Sergio Ferretti, funambolico ed estroso centrocampista strappato ai campionati maggiori solo da un problema al ginocchio, di Peppe Trotta, Ciccio Cariola, Sandro Dell’Omodarme e Sandro Ceccaroni, generosissimi cursori della mediana azzurra, dei mastini Oteri, Segesta e De Francisci, dell’impeccabile Serafini e dei possenti centravanti Moscatiello e Castorina, del portiere Andrea Chini e del fluidificante Scalone. E del giovanissimo Pasquale Marino, alle sue prime apparizioni in azzurro. Silvano Lombardo, nonostante la delusione, continuò a gestire la società, ottenendo comunque piazzamenti non certo esaltanti. Fino all’amara retrocessione in serie D, al termine del campionato 1983/84. Restò al timone ancora per pochi mesi, giusto il tempo di abbozzare una squadra nel torneo inferiore, naufragata miseramente con l’abbandono di diversi giocatori. E la conseguente, inevitabile retrocessione in promozione. L’avvento alla guida della navicella azzurra dell'architetto Giacomarro portò inizialmente alla terza retrocessione consecutiva, addirittura in prima categoria, il punto più basso mai raggiunto fino ad allora, dove rimase soltanto una stagione. Proprio da quel campionato di 1ª categoria, nella stagione 1986-87, iniziò la lenta ma costante risalita. Con lo stadio Municipale in ristrutturazione, la squadra giocò le partite interne al campo di contrada Ciavolo, oggi abbandonato. In quell’anno il Marsala, allenato da Andrea Baiata, tecnico fautore di un brillante gioco a zona, giocò gli “storici” derby contro lo Strasatti, popolosa borgata marsalese di periferia, e il Petrosino. Il testa a testa con il Castellammare culminò in uno spareggio, giocatosi a Castelvetrano. Il Marsala lo vinse per 1-0 con un goal di Salvatore Guaiana e ritornò in Promozione. Nel 1987-88 si classificò quarto nel campionato di Promozione Siciliana, equivalente all’odierna Eccellenza. Giocando, con un doppio 1-1 finale, la stracittadina con il Pro Marsala, società calcistica minore fino a poco tempo prima conosciuta come PLO Pizzo.

 

 

Il tagliando d’ingresso per l’inedita stracittadina tra Marsala 1912 e Pro Marsala, che a fine stagione unirono le forze. 

 

In virtù del 4º posto, della fusione con il Pro Marsala, per il passato glorioso, e per la mole di spettatori presenti allo stadio e in trasferta, la lega decise di ammettere il sodalizio azzurro nel torneo Interregionale (l’ex serie D). La stagione 1988-89, con Enzo Domingo in panchina, fu segnata dalle reti di Mario Guidotti, attaccante di Viareggio. Guidotti, tra il 1988 e il 1994, in tre stagioni e mezza di militanza nel Marsala 1912, intervallati da altre esperienze, realizzerà ben 41 reti, ergendosi di diritto a idolo del pubblico marsalese. L’anno successivo, l’ultimo del decennio, nonostante l’avvento alla guida tecnica di Mario Possamai e il valore di giocatori come appunto Guidotti, Marangi, Cassano, Di Gaetano, Tarantino, La Vecchia e Canino, il Marsala dovrà arrendersi a squadre meglio organizzate come l’Enna, il Partinicaudace e il sorprendente Gangi.

 

 

Anni novanta

Mario Guidotti in azione contro l'Enna.

 

Tornato in Serie D nel 1988-1989, il Marsala disputa ottimi campionati, classificandosi sempre nelle prime posizioni. Sono gli anni dei derby (in quei tempi inediti) contro altre realtà siciliane, come Nissa, Folgore Castelvetrano, Mazara, Sciacca, Partinico, Canicattì, sodalizi che in quegli anni arrivarono a disputare la Serie D. Dopo la “tortuosa” parentesi Inselvini, il Marsala ammirato nel campionato Interregionale 1991/92 fu il più bello di tutti. Passato sotto la gestione societaria del geometra Antonio Licari, fu quello magistralmente orchestrato da Gigi Carducci. Alla sua prima panchina azzurra, il Poeta del calcio marsalese tirò fuori dal cilindro un calcio spettacolare. Fatto di zona, pressing e fuorigioco. E la squadra azzurra, con gente come La Bianca, Policardi, Manca, Scudieri, Costigliola, dovette arrendersi solo al grande Sora di Mimmo Di Pucchio. Quel Marsala fu, tra l’altro, capace di infliggere un secco 1-5 ai cugini del Trapani, sul neutro del Catella di Alcamo. Che comunque alla fine precedettero gli azzurri al secondo posto. L’anno successivo, in quello che divenne ufficialmente C.N.D., nonostante la campagna acquisti brillante e programmata per vincere, gli azzurri si piazzarono soltanto quarti. Poi, nel 1993-94, con Domingo prima e Baiata dopo, arrivò un “certo” Valerio Leto ed emerse il talento di un giovanissimo Marco Materazzi. Giunto come mediano, il ragazzo venne trasformato in centrale difensivo proprio da Andrea Baiata e finì anche per realizzare 4 goal. 

 

Nel 1994-95, la squadra, passata al tenace imprenditore vinicolo Diego Maggio,  venne affidata a Mario Buccilli, ciociaro di Sora. Buccilli, l’anno precedente sulla panchina del Mazara, era stato un buon difensore di Serie B con Sambenedettese, Avellino e Rimini. Venne costruita una squadra di tutto rispetto: ai confermati Policardi, Leto, Gerardi e Sandri, si aggiunsero il rientrante Costigliola, il difensore Costantino, la mezzapunta italo-argentina Sanchez, il difensore marsalese Saladino e l'attaccante Spataro, conosciutissimi sulla piazza per le buone stagioni nel Mazara, il mediano sardo Congiu, ben conosciuto dal tecnico per la sua militanza nell’Isola Liri, così come il portiere Rossi. Arrivarono anche i giovanissimi palermitani Freschi e Sorrentino. Da quell’anno, infatti, la Lega impose l’obbligo di schierare almeno tre juniores in campo sin dal primo minuto. La ciliegina sulla torta fu poi l’arrivo dell’ala Di Meo, messo in naftalina dal Trapani. Dopo un inizio in sordina, inficiato dalle “papere” del portiere azzurro, il ritorno di Ciccio Bifera, invocato a gran voce dalla piazza, fu la svolta decisiva. Bifera blindò la difesa e nel girone di ritorno, dopo una lunga imbattibilità di oltre mille minuti, finì per subire una sola rete. Il crollo simultaneo delle due battistrada, Monterotondo e Civitavecchia, lanciò gli azzurri verso una clamorosa rimonta. Culminata nel trionfo dell’ultima giornata, quando, davanti a ottomila spettatori entusiasti, un goal di Angelo Sandri piegò l’Anagni al Municipale. Riportando, con un sol punto di vantaggio sul Civitavecchia, il Marsala in serie C2 dopo undici anni di purgatorio.

 

Festa promozione dopo Marsala-Anagni: il ritorno in C-2.

 

Il Marsala 1994-95, promosso in C-2. In piedi da sinistra: Crescione, Spataro, Policardi, Congiu, Saladino, Sandri, Bifera. Asccosciati: Costigliola, l'attuale Team Manager Gerardi, Freschi, Sorrentino, Leto.

 

Le prime stagioni di C2 furono quanto meno travagliate, terminate entrambe con due miracolose salvezze entrambe ai play-out. Nel 1995-96 la prima, contro l’Astrea, ottenuta grazie all’opera silenziosa e preziosa di Pino Raffaele che, subentrato alla fine del girone d’andata a Buccilli, ebbe la grande intuizione di concentrarsi sin da subito sugli inevitabili spareggi-salvezza. Il Marsala, che nel torneo regolare aveva vinto solo due volte tra le mura amiche e ben quattro in trasferta), travolse i laziali con un perentorio 4-1 grazie alla doppietta di Scichilone e ai goal di Leto e Sorce. Per poi pareggiare 1-1 a Roma, con un goal di Buccheri. La seconda, “opera prima” di Massimo Morgia, terzo tecnico azzurro della stagione dopo Taormina e Antonucci, arrivato al culmine di un drammatico cambio al vertice della società che vide il dottor Leonardo Mannone prendere le redini della situazione, dopo un testa a testa  con il Taranto e la Casertana e lo spareggio con l’Altamura. Vinto a tavolino in Puglia, a seguito di un’invasione di campo le cui immagini fecero il giro dei canali televisivi nazionali, e pareggiato per 1-1 al Municipale grazie a una rete di Barone. Di quei due campionati ci piace citare la militanza in azzurro anche di gente come Giacomarro, Zangla, Onorati, Insauto, Giuseppe Marino, Salvatore Tarantino, Capizzi, Fascella, Pastore, Chiti, Paratici, Maurizi, Ruscitti, Sanseverino, Cioffi, Gulino e Formisano e al portiere  Luca Aprile, già del Siracusa in C1, arrivato alla corte di Morgia nella seconda parte di stagione 1996-97. Insieme all'altro riconfermato Mauro Picconi (ex Ternana) e al capitano Leto, conquisteranno l'anno successivo la promozione del ritorno in terza serie dopo 20 anni esatti di assenza.

 

 Il Marsala di Morgia salvo ai play-out nel 1996-97.

 

 

Gli anni ’90 segnano la consacrazione a bandiera di Valerio Leto, capitano e protagonista per 8 stagioni al Marsala (compresi 2 anni con la maglia del Marsala 2000, dopo il fallimento). Qui le squadre a centrocampo prima di un incontro con il Matera.

La stessa estate, vigilia del campionato di C2 1997/98, Mannone e Morgia iniziarono il capolavoro che avrebbe portato il Marsala subito in C1. Venne costruita una formazione con giocatori di tutto rispetto. Il portiere siracusano Luca Aprile, riconfermato, il regista Mauro Picconi, riconfermato anch’egli, il difensore-goleador Tommaso Napoli, protagonista in Serie A nel Foggia di Zeman e in Serie B con Acireale, Licata e Cosenza, lo stopper Lorenzo Fabiani, ex Fiorentina, il terzino Michele Coppola e il mediano Massimiliano Spocchi, entrambi dal Poggibonsi, i centimetri di Egidio Ingrosso, già del Lecce e di Simone Fortini, dalla Lucchese. Poi Francesco Tondo, sempre dal Lecce, cursore esterno dotato di un’accelerazione micidiale, gli attaccanti Francesco Erbini, messosi in mostra nelle categorie inferiori con la maglia del Mazara, e Giovanni Sorce, che in passato aveva già giocato in Serie A e in UEFA col Parma e con il Marsala stesso, appena due anni prima. Il fantasista marsalese Antonino Barraco, un mix di genio, estro e classe. Un calciatore eterno, che ha girovagato per tutte le squadre siciliane, arrivando a giocare in B con il Palermo, in C1 con Trapani e Marsala. Il capitano di quella squadra restava sempre Valerio Leto, giunto alla sua settima stagione nel Marsala. In attacco Marcello Direnzo, arrivato in punta di piedi dal Maglie, e la promessa Francesco Semplice, dal Gela. E poi Guglielmino, Germano, Filippi e Barone.

 

La squadra partì senza i favori del pronostico, ma già al debutto in casa batté il Sora per 2-0 grazie ai goal di Sorce e Spocchi e alle parate di Aprile. I risultati positivi si susseguirono, e dopo la vittoria casalinga contro l'Olbia per 4-1, nessuno si nascose più: il Marsala mirava alla promozione in Serie C1. Quella stagione fu segnata dai due derby giocati contro il Trapani, anch'esso in lotta per la promozione in C1. All'andata, il Marsala, nonostante avesse fatto la partita, venne beffato da un gol di Mosca nel recupero e perse per 0-1. Al ritorno, a Trapani, gli azzurri, ansiosi di vendicare quella sconfitta, dominarono l'incontro passando in vantaggio con gol di testa di Marcello Direnzo. Ancora nei minuti finali, con gli azzurri in dieci uomini per la precipitosa espulsione di Tondo, l'attaccante Giancarlo Ferrara (ex punta del "Palermo dei picciotti"), s'inventò una parabola che, complice il vento, s'insaccò alle spalle del portiere Luca Aprile. Nonostante i risultati poco positivi nei derby, il Marsala dominò il campionato, vincendolo con una giornata d'anticipo. Di quella stagione un episodio resterà immortale esempio nel ricordo di tutti: a poche giornate dalla fine, la squadra appariva stanca. Nello scontro diretto in casa contro il Crotone, per l’assenza del titolare Aprile, Morgia schierò in porta il giovane Pinata. Il Marsala attaccò per tutta la partita, ma perse per 0-3. Il Crotone infatti, grazie a due punizioni-fotocopia da oltre venti metri del centrocampista Divella e ad un goal in contropiede di Balistreri nei minuti finali, espugnò il Municipale. Alla fine della gara i tifosi chiamarono a gran voce gli azzurri sotto la gradinata e li sommersero di applausi come se avessero invece vinto. L’arrivo del portiere Randazzo fu l’atto successivo, volto a compensare la scarsa esperienza di Pinata. Successivamente il Marsala prima pareggiò a Casal di Principe, travolse il Frosinone, vinse a Chieti e poi liquidò in casa il Bisceglie, conquistando la matematica promozione in Serie C1. Nei play off, il Crotone eliminò il Trapani nelle semifinali e il Benevento in finale. Conquistando la C1 assieme agli azzurri. 

 

 

Fabio Paratici, centrocampista del Marsala nel 1996 e fedelissimo di Morgia, oggi apprezzato dirigente della Juventus.
 
 

 

« Il Marsala va servito, guai a servirsene! »
famosa frase di Peppe Pellegrino, cronista radiofonico che ha seguito le sorti della squadra per quasi mezzo secolo, oltre che primo tifoso.

 

Il magazziniere Gaspare Pellegrino (da una vita al servizio del Marsala), l’allenatore Morgia e il DS Michele Pirro commossi dalla conquista della C1, categoria dalla quale il Marsala mancava, fino al 1998, da quasi vent’anni.

 

Durante la stagione fu organizzato il Trofeo "Marsala Città del Vino". Si trattò di un triangolare disputato dalla compagine siciliana contro Feyenoord e Amburgo, al Municipale. La prima partita, Marsala-Feyenoord, vide il Marsala vittorioso per 1-0 con gol di Emanuele Germano. La seconda partita, Amburgo-Feyenoord, terminò 1-1. Nella terza partita, Marsala-Amburgo finì ai rigori con i tedeschi vittoriosi; decisivo, sia a calciare che a parare, il portiere Hans-Jörg Butt. Nell'estate del 1998, per festeggiare la vittoria del campionato di Serie C2, si giocò un'amichevole contro il Napoli Calcio, capitanato da Francesco Baldini, con in porta Pino Taglialatela. I Partenopei erano freschi di retrocessione in serie B. Il Marsala vinse per 1-0, grazie ad un goal allo scadere del giovane Salvatore Marino.

L’articolo del triangolare con Feynoord e Amburgo. Storica la vittoria contro il Feynoord per 1-0, con gol di Emanuele Germano in una partita cattiva costellata di espulsioni e brutti falli. Presenti nel triangolare, soprattutto tra le file del Feynoord, fior di campioni europei: Dudek, i nazionali olandesi Van Gobbel, Van Gastel, Van Brockhorst, Picun, Kalou, Vogel, Yeboah, Cardoso, l’ex Juventus Salihamidzic, il georgiano Demetradze, Paul Bonsvelt e l’attaccante ex dell’Inter, Julio Cruz (che nella partita contro gli azzurri, dovette fare i conti con i tacchetti di Egidio Ingrosso).

 

Il Marsala promosso in C-1 schierato nella partita decisiva contro il Bisceglie. In piedi da sinistra: Ingrosso, Randazzo (vice di Luca Aprile), Semplice, Napoli, Germano, Picconi. Accosciati: Tondo, Erbini, Coppola, Barraco, Leto.

 

Nella stagione 1998-1999 Morgia chiese alcuni acquisti per disputare un torneo degno di tal nome. La società tergiversò. L'allenatore toscano passò al Palermo, portandosi in rosanero i difensori Simone Fortini e Francesco Tondo, il centrocampista Mauro Picconi, gli attaccanti Erbini e Sorce, il preparatore atletico Vincenzo Teresa e il Direttore Generale Antonio Schio. Tommaso Napoli andò alla Nocerina.

 

Tommaso Napoli, ex difensore di Serie A e B, 42 presenze e 3 reti con il Marsala 1912 alla fine degli anni '90.

 

Intanto lo stadio Municipale cambiò denominazione: quell’estate venne dedicato al compianto Presidentissimo Nino Lombardo Angotta. La cerimonia venne celebrata in occasione di un’amichevole contro il Brescia di Hubner e Biagioni. Le rondinelle lombarde vinsero per 0-2, ma Fabiani sprecò il rigore del vantaggio.

Il Marsala, affidato nel frattempo al tecnico adranita Agatino Cuttone, ex terzino del Cesena e del Torino, cambiò rapidamente pelle. Il direttore sportivo Michele Pirro fece arrivare tanti, troppi giocatori. Scapicchi, ad  esempio fu una meteora, così Guerzoni e come Santini, arrivato addirittura dal Sunderland, in Inghilterra. Ebbe il merito, quest’ultimo, però di realizzare il primo goal azzurro, quello del successo interno contro il blasonato Foggia, appena retrocesso dalla serie B. Arrivò anche gente estremamente valida come Filippo Pensalfini, mezz’ala, poi messosi in mostra con le maglie di Hellas Verona e Sassuolo Calcio, giunto da Novara. Michele Zeoli, instancabile cursore arrivato dalla Pro Vercelli, il portiere Massimiliano Gazzoli, dall’Empoli, il terzino Rosati, esperto difensore arrivato dal Montevarchi, l’ex Trapani e Genoa Elio Signorelli, mediano,  e soprattutto il talento appena diciassettenne Patrice Evra, futuro capitano del Manchester United e della Nazionale Francese. L’attacco venne poi completato dal forte Gaetano Calvaresi, uno che di goal in serie C ne aveva sempre fatti. Vennero confermati Nino Barraco, Egidio Ingrosso, Francesco Semplice, Giacomo Filippi, Michele Coppola e l’inossidabile capitan Valerio Leto, le cui reti erano state decisive per la promozione e lo sarebbero state anche per questa salvezza. Dopo un inizio dunque al fulmicotone, con la citata vittoria interna contro il Foggia e quella successiva a Crotone, la sconfitta interna subita ad opera del fortissimo Castel di Sangro frenò l’impeto degli azzurri, riportandoli subito con i piedi per terra. 

 

Il Marsala 1998-99 allenato da Gigi Carducci. In piedi da sinistra: Gazzoli, Pensalfini, Paggio, Di Già, Zeoli. Accosciati: Barraco, Evra, Cozzi, Calvaresi, Coppola, Leto.

 

Una serie di risultati negativi portò presto all’esonero di Cuttone, sostituito in panchina da Gigi Carducci. A poco a poco l’organico subì una vera rivoluzione: l’attaccante marsalese Leonardo Aiello, fortissimo, già della Roma, della Turris e dello stesso Castel di Sangro qualche anno prima, purtroppo fisicamente non più integro, il centrocampista Botticelli, il difensore centrale Enrico Paggio dal Modena, gigantesco e spesso insuperabile, ed infine il fluidificante Paolo Cozzi (400 presenze in serie B, quasi tutte al Foggia) e il mediano Pierluigi Di Già, che aveva militato in serie A con Inter, Parma e Bologna. La squadra divenne all’improvviso fortissima, tanto da imporre il pareggio al Palermo alla favorita, in una gara condita dai fallacci su Evrà, dal vantaggio di Calvaresi e dal rocambolesco goal-non goal di Finetti a dieci secondi dalla fine. Se Gazzoli, ricadendo, si sia portato quel pallone oltre la linea, nessuno sarà più in grado di stabilirlo. A Marsala cadde fragorosamente anche il Savoia, alla fine promosso ai play-off: i bianchi di Torre Annunziata vennero stracciati con un perentorio 3-0. Purtroppo però la rincorsa non evitò al Marsala i play-out, brillantemente superati vincendo per 0-1 contro la Battipagliese a domicilio dei bianconeri con un goal al novantesimo di Semplice e pareggiando al Lombardo Angotta per 1-1 grazie al goal di Valerio Leto.

 

 

Nel 1998 riesplose l’amore tra le tifoserie del Palermo e del Marsala. Gemellati fin dal 1968, gli incontri disputati alla fine degli anni ’90 tra le rispettive compagini furono teatro di un gemellaggio sincero, molto sentito da tutti gli ambienti della città.

 

La squadra 1999-2000 che si appresta a disputare il campionato di Serie C1 è formata dallo storico secondo portiere Gianfranco Randazzo, in difesa a far coppia con Egidio Ingrosso (diventato capitano dopo l'abbandono di Valerio Leto), si mette in mostra un diciassettenne difensore: Pietro Accardi; fu tesserato dal Marsala all'età di 13 anni, debuttando in C1 il giorno del suo 17º compleanno nella partita persa contro la Viterbese Calcio. La carriera di Accardi la dice tutta sulle qualità del calciatore. Sempre in difesa, ci sono i terzini Emanuele Franzoni e Simone Tamburro, il difensore Alessandro Nigro. A Centrocampo, il giovane Alfonso Caruso, il ritorno di Mauro Picconi, l'acquisto di Graziano Beltrami dal Brescia, l'ala Di Maggio e il trequartista Carmelo Puglisi. In attacco, Giovanni Di Somma e Cosimo Nobile. Dei gravi problemi societari avevano scaturito la cessione delle stelle della squadra. Patrice Evra e Paolo Cozzi passarono al Monza per 1,2 miliardi di lire. Le bandiere Leto e Barraco al Palermo. La squadra venne affidata ad Angelo Orazi che, nonostante i buoni risultati ottenuti, non riuscì a salvarla. L'ultimo posto a pari merito con l'Atletico Catania sancì la retrocessione in Serie C2, essendo il Marsala in svantaggio negli scontri diretti.


 

Anni duemila

Il Marsala, in preda ad un’ennesima crisi societaria, palleggiato tra diverse gestioni, nonostante l’avvento del gruppo Giacomarro e l’impegno del dottor Mannone, retrocesse l’anno successivo.

Rosario Italiano, difensore centrale e mediano vecchio stampo, gelese di nascita ma ormai marsalese da tanti anni. Ha giocato nel Trapani, ne L'Aquila, ma soprattutto nel Marsala, in D, in C2, in C1 e in Eccellenza nel campionato 2001-02. 

La squadra 1999-2000, formata dal portiere Gianfranco Randazzo, in difesa a far coppia con Egidio Ingrosso (diventato capitano dopo l'abbandono di Valerio Leto), si mette in mostra un diciassettenne difensore: Pietro Accardi; fu tesserato dal Marsala all'età di 13 anni, debuttando in C1 il giorno del suo 17º compleanno nella partita persa contro la Viterbese Calcio. La carriera di Accardi la dice tutta sulle qualità del calciatore. Sempre in difesa, ci sono i terzini Commisso, Franzoni e Tamburro, i centrali Nigro e Fornaciari, quest’ultimo già in serie A con il Foggia, a far coppia con l’esperto Ignoffo. A centrocampo il norvegese Bierkland, il giovane Alfonso Caruso, il ritorno di Mauro Picconi, l'acquisto di Graziano Beltrami dal Brescia, l'ala Di Maggio, la mezz’ala Massimiliano Pisciotta e il trequartista Carmelo Puglisi. In attacco, Giovanni Di Somma, Calogero La Vaccara e Cosimo Nobile, oltre al rientro di Marcello Direnzo. Le cessioni furono dolorose: dalle stelle della squadra Patrice Evra e Paolo Cozzi che passarono al Monza, a quella di Di Già che emigrò in Australia, alle ultime, gravissime, delle bandiere Leto e Barraco, che andarono al Palermo. La squadra venne affidata alla fine del girone d’andata ad Angelo Orazi, che, nonostante i buoni risultati ottenuti, non riuscì a salvarla. L'ultimo posto a pari merito con l'Atletico Catania sancì la retrocessione in Serie C2, essendo il Marsala in svantaggio negli scontri diretti. Probabilmente se l’organico in forza al Marsala fosse stato assemblato a tempo debito, visto che comprendeva anche giocatori di un certo valore, si sarebbe finiti per fare discorsi completamente diversi.

Debutto tra i professionisti in Serie C-1 con il Marsala impegnato a Viterbo precisamente nel giorno del suo diciasettesimo compleanno.

  

 In estate un fallimento portò la società ad una strana radiazione. Al fallimento del Marsala è stata dedicata una puntata della trasmissione di Raitre "Sfide". Leonardo Mannone, presidente del Marsala, fu letteralmente truffato dalla camorra dei casalesi. Gli stessi casalesi che, successivamente, tentarono la scalata alla Lazio di Claudio Lotito. Dovevano intascare una ingente somma di denaro proveniente dall'Ungheria. In quegli anni, un'operazione simile si poteva compiere soltanto come finanziamento a scopo benefico, cioè beneficenza, oppure tramite il contratto d'acquisto di una società sportiva. Soltanto che per la società sportiva bastava anche il "pre-contratto" d'acquisto, ovvero il "compromesso". I casalesi si avvalsero di una figura sportiva di primo piano come quella di Giorgio Chinaglia, come garanzia, e di quella dello pseudo-imprenditore ungherese Zoltan Zsilas. Una volta d'accordo su tutto, fu organizzata una conferenza stampa di presentazione della nuova società. Presenti erano Stefano Desideri, ex centrocampista di Roma e Udinese, che sarebbe dovuto essere il nuovo allenatore, e Odoacre Chierico, anch'egli ex Roma, che avrebbe ricoperto il ruolo di direttore generale. Ma una volta firmato il pre-contratto d'acquisto, i facoltosi acquirenti intascarono il denaro dall'Ungheria e scomparirono nel nulla. Mannone non riuscì ad adempiere gli impegni presi, e nonostante le cessioni record di Patrice Evrà e Paolo Cozzi al Monza, la società, nonostante non avesse i conti in rosso, fu costretta a dichiarare fallimento. Il Marsala dovette così abbandonare la serie C1 per andare a giocare nell'Eccellenza Siciliana.

La città di Marsala ha presentato per qualche anno, anche altre due squadre: l'U.S.D. Petrosino Marsala, nata come "espansione" della società calcistica della città di Petrosino, e la Società Calcio Marsala A.S.D., nuova denominazione di una squadra minore locale conosciuta fino al 2006 come Bosco 1970.

 

Nel giugno 2007, il Marsala A.S.D. e il Marsala 1912 stavano per raggiungere un accordo per la fusione tra i due sodalizi, ma così non fu. Lo Sport Club Marsala 1912 diede vita ad una fusione con un'altra società locale: l'U.S. Kennedy Birgi 1967, appena promosso nel campionato di Promozione. Sarà questo il campionato disputato dallo Sport Club Marsala 1912 nel corso della stagione 2007-08, che lo vedrà salvo dopo lo spareggio di Bagheria contro la Sancataldese, terminato 1-1, in virtù della migliore classifica degli azzurri rispetto agli avversari. L'anno successivo il Marsala conquista la promozione in Eccellenza attraverso i play-off, vinti contro lo Sporting Arenella, visto che nella stagione regolare era stato raggiunto il terzo posto. Gli spareggi sono stati seguiti da 3000 spettatori in trasferta ad Alcamo, proprio nello spareggio contro i palermitani dello Sporting Arenella. Il Marsala vinse 2-1 in rimonta grazie ai gol di Villafranca e Alagna su rigore.


 

Anni duemiladieci

La stagione 2009-10 vede il Marsala 1912 neopromosso in Eccellenza. La squadra è affidata a Salvatore Brucculeri, reduce da un campionato di Eccellenza vinto con il Mazara. La squadra inizialmente vince qualche partita, nella seconda metà del girone d'andata avverte un calo. Brucculeri, uomo di grande carisma, taglia corto e si fa promotore di una rivoluzione tecnica che gli darà ragione. L'ingaggio del portiere Pietro Iacono, ex Pistoiese, su tutti. La squadra comincia una rimonta nei confronti della capolista Favara, arrivando allo scontro diretto fuori casa e pareggiandolo per 0-0, giocato in una clima incandescente. Il sorpasso è cosa fatta e così, con una giornata d'anticipo, il Marsala batte l'Akragas davanti a 4.000 spettatori e ritorna in Serie D.

 

La curva lilibetana in azione durante la partita-promozione con l’Akragas nel 2010.

 

Il 18 maggio 2010 avviene la fusione con la Società Calcio Marsala A.S.D., dopo che i dirigenti della stessa hanno ceduto il titolo di Eccellenza all'Unione Sportiva Dilettantistica Alcamo, entrando a far parte della società. Le due società, unificatisi, tuttavia, non intraprendono un buon rapporto. Si arriva così all'esonero dell'allenatore Gerardi, ex bandiera e capitano del Marsala, che provoca una spaccatura tra le due frange di società operanti. Ad operare per il Marsala rimane solo la fetta di società del Marsala 1912, quella che aveva vinto il campionato. Gli ex dirigenti del Marsala ASD si disinteressano totalmente delle sorti economiche e sportive della squadra. La guida tecnica viene affidata a Nicolò Sciacca, ex centrocampista di Serie A, che riesce a salvare la squadra dopo i play out con il Modica, segnati dai gol del giovane Pierantonio Sassano, tuttora indimenticato dai tifosi del Marsala.

 

L’attuale Team Manager Gerardi. 

 

La stagione 2011-12, quella in cui la società marsalese ha festeggiato il suo centenario, è stata ancora più travagliata di quella precedente per i problemi economici societari. Il 50% della società è ancora out e rimane a guardare. La squadra è affidata al riconfermato Nicolò Sciacca, vengono ingaggiati il terzino Genesio, il centrocampista Daniele Conti, l'attaccante Gianluca Palmiteri, il portiere Di Masi, oltre ai riconfermati Matinella, Fina, Di Miceli e Impiccichè. A fine girone d'andata, il Marsala è in testa alla classifica, gioca e vince per 2-0 (Fina, Di Miceli) in diretta raisport satellite la partita col Cosenza davanti a 4.500 spettatori. La città si risveglia, il Marsala può ambire finalmente al ritorno in C-2. Nel girone di ritorno le difficoltà economiche portano al crollo psicologico ed economico. Il baratro è dietro l'angolo, la squadra non vince più e, dopo aver accarezzato il sogno della promozione, deve far conto con i play out. Gli spareggi vengono giocati contro l'Acireale, con il risultato già scritto prima ancora di giocare la partita. Il Marsala torna in Eccellenza. La delusione tra i tifosi è stata fortissima: nell'anno del centenario, dopo aver accarezzato i sogni di promozione, è retrocesso miseramente nel solo girone di ritorno.

 

Il 2012-13 vede ancora il disinteresse iniziale degli ex dirigenti del "Marsala ASD". Le forze economiche sono ridotte allo stremo, viene costruita una squadra di giovanissimi, guidata dall'ex bomber Giacomo Costigliola. La squadra subisce goleade, la società non ha forza economica per operare i rinforzi. A dicembre, così, gli ex dirigenti del Marsala ASD, rientrano come parte attiva, rilevando la guida societaria. La squadra è ultima con 1 solo punto in classifica. Viene costruita una grande squadra, tornano Pirrone, Marco Fina. Vengono ingaggiati Giuseppe Bonino, Giuseppe Norfo, Jimoh Saheed. La squadra opera una rimonta impressionante, vince contro tutti e tutto come un rullo compressore, in casa e in trasferta. Allo stadio si rivedono, domenica dopo domenica, più di 3000 spettatori, con la squadra ancora arrancata tra la penultima e la terzultima posizione. La possibilità di salvarsi senza spareggi svanisce e così il Marsala è costretto a giocarsi la permanenza in Eccellenza contro la Parmonval, allo Stadio Antonino Lombardo Angotta in gara secca. Davanti a più di 4000 spettatori il Marsala vince 2-1 e riesce a conquistare una salvezza incredibile. La stagione 2013-14 vede protagonista il gruppo che ha conquistato la salvezza l'anno precedente. La squadra, puntellata da alcuni buoni giocatori come Mario Erbini (fratello dell'ex bomber azzurro Ciccio) e Gancitano (ex Trapani), delude le aspettative dei tifosi ben due volte, per la sconfitta ai rigori contro la San Pio X nella finale di Coppa Italia Regionale  (raggiunta dopo un incredibile cammino), e nella finale play-off contro la Parmonval. Dopo aver eliminato brillantemente l'Alcamo in una semifinale di sofferenza, il Marsala è stato costretto, arrivando 5° in campionato, a giocare la finale dei play off in trasferta, dove è capitolato sul campo in terra battuta della Parmonval, che successivamente è stata sconfitta nella finale nazionale contro la Fidelis Andria.